Conoscere l’emotività. Perché?

Ci sembra che non sia importante conoscere l’emotività. E così non sono molti che si preoccupano di sapere come funziona. Cerchiamo invece di sapere molto di più sul funzionamento del nostro corpo.

Quando, infatti, andiamo dal medico e sentiamo che dobbiamo curarci la cistifellea, quasi tutti sappiamo di che cosa si tratta. Leggendo libri, ascoltando altre persone o studiando anatomia, tutti hanno un’idea di quali sono i nostri organi interni, di come funzionano e a che cosa servono. Così il medico, o qualche altra figura che si occupa del mantenimento o del recupero della salute può chiarirci i nostri problemi fisici, consigliarci sul da farsi o fare degli interventi per aiutarci a mantenerci sani.

Questo per quanto riguarda il nostro aspetto fisico.

È così anche per il nostro aspetto emotivo? Sappiamo quali emozioni agiscono in noi, quali pensieri, intenzioni e aspettative le azionano, quali tensioni provocano e quali decisioni ci fanno prendere?

Quanto tempo abbiamo dedicato, nella nostra vita a informarci su com’è fatta la nostra emotività e su quali sono i meccanismi che agiscono in noi?

 

Abbiamo neutralizzato l’istinto?

Quando nasciamo, l’istinto ci aiuta a adattarci alla vita nel mondo fisico. Ci fa capire, con la fame, che è ora di mangiare e, col sonno, che è ora di dormire. Ci fa venir voglia di muoverci o di riposare e ci fa fare i movimenti necessari per mantenere in forma i nostri muscoli, volontari e involontari e fa crescere il nostro corpo, senza che noi dobbiamo fare qualcosa. Anzi, meno facciamo per correggere questa intelligenza       istintiva, meglio è. Meno impariamo dagli adulti a comportarci in modi innaturali, più stiamo bene.

Probabilmente, accade lo stesso con la nostra emotività. L’uomo primitivo sapeva quando avere paura e quando poteva manifestare la gioia o la sua tristezza. Per l’uomo moderno le cose stanno in altro modo. Siamo educati a non manifestare le nostre emozioni, quasi se dovessimo vergognarcene e ad adattarle a un ambiente che spesso le giudica e le condanna.

I tentativi naturali di ristabilire un equilibrio emotivo vengono così neutralizzati.

 

Come ristabilire l’autoregolazione emotiva?

Occorre, prima di tutto, sapere dove le impediamo di agire. Si dice che dobbiamo sciogliere i blocchi emotivi. Ma, per farlo, dobbiamo capire quali sono i meccanismi che li hanno creati. Come facciamo infatti a scioglierli se i meccanismi che li creano continuano ad agire indisturbati?

Molti di questi meccanismi sono rappresentati nei quadri introspettivi di Aurora Mazzoldi. Essi ci aiutano a comprendere come si formano i blocchi emotivi e ci forniscono la chiave per comprenderli e neutralizzarli.

 

Come vivere la nostra vita?

La spiegazione dei meccanismi interiori è fondamentale per impedire che siano essi a scegliere, al posto nostro, come dobbiamo vivere. Si dice infatti che, per vivere bene, occorre liberarci da certi schemi. Ma, come possiamo liberarci dagli schemi esterni, mantenendo intatti i meccanismi interni, che sono a loro volta degli schemi di comportamento?

E come possiamo liberarci dagli schemi di comportamento, se non comprendiamo come funzionano?

 

Gli strumenti per imparare a conoscere l’emotività

L’Osservatorio Interiore, associazione di promozione sociale, offre conferenze gratuite e corsi a prezzi ridotti per i soci, Questa è una prima possibilità per cominciare a rendersi conto di come funzioniamo le cose dentro di noi.

Serata a Villa del Conte, 6 maggio 2019
Serata a Villa del Conte (mobilificio LAGO) – 6 maggio 2019

Introspettiva.com invece, offre serate, pomeriggi e corsi per quelli che vogliono sapere di più. Come funzionano?
Non c’è un percorso fisso. I meccanismi interiori sono tanti e li si presentano, uno per volta, in apposite serate o mini-corsi, di 2-3 pomeriggi, una volta al mese. I corsi sono tenuti dalla psicologa/psicoterapeuta Antonella Giannini, ideatrice di una nuova forma di Psicologia Introspettiva.

I pomeriggi sono strutturati così:

  • Prima parte – si spiegano i fondamenti, per chi non ha mai partecipato.
  • Seconda parte  – laboratorio, con esercizi inediti di visualizzazione e sensibilizzazione, a cui partecipano tutti.
  • Terza parte – spiegazione per quelli che sono più addentro nelle cose.

Si può sempre partecipare anche a un solo pomeriggio, per farsi un’idea, non impegnativa, di come funziona.

Ogni volta che si vuole partecipare a qualche iniziativa, occorre iscriversi. Il percorso non è automatico. Occorre decidere ogni volta se si vuole continuarlo.

Geronimo

Informazioni sulle iniziative di introspettiva.com

e su quelle dell’Osservatorio Interiore

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